venerdì, 09 ottobre 2009
L’Onda del disincanto si è finalmente mossa, alzata

In questa mattina d’autunno, incerta e nuvolosa,
dell’otto ottobre 2009
una marea montante di migliaia di studenti e studentesse delle Scuole Superiori della nostra città partendo da Piazza Nettuno,

( spazio pubblico di memoria che contestualizza su un suo lato, un muro di vetro e di fotografie in bianco e nero,
volti di varie generazioni caduti per la resistenza alla guerra nazi-fascista 1943,
uomini e donne,
non eroi,
ma uomini donne in carne ed ossa,
che hanno osato riaffermare con la loro lotta individuale vitalissima e collettiva clandestina armata una esistenza di ricercata libertà ed uguaglianza,
ma anche sulla stessa parete si trova la porta d’accesso alla Sala Borsa, la più grande Biblioteca della città, spazio virtuale di conoscenza ma anche luogo di incontro reale quotidiano di giovani giovanissimi, cittadine e delle cittadini,
spazio di libertà da cui partire per ogni contestazione all’esistente per vari movimenti ed associazioni riflessive della città di Bologna)
ha ricreato uno spontaneo e lungo serpente colorato di rabbia e di gioia attraverso le vie della città storica,
inondando interamente la sede stradale e dirigendosi vocianti, urlanti, alzando le mani, esponendo le mani e i corpi, come mosaici di figure mutanti di nuove espressione disocietà,
saltando e rincorrendosi verso le due Torri,
percorrendo festanti poi via Zamboni, l’Università, via delle Moline, via dell’Indipendenza per chiudere di nuovo il cerchio della contestazione al Governo Berlusconi e alla Gelmini, apostrofata nelle voci e nei cartelli sinteticamente come
“ La Ministra della Distruzione Pubblica.
Lo spezzone di testa della manifestazione apriva con uno striscione dai caratteri verde scuro su uno sfondo bianco
“La crisi si combatte con l’Istruzione”.
Sempre più consapevoli del ruolo della conoscenza
e dell’ignoranza al governo della nostra società
(la ministra Gelmini viene spesso raffigurata come santa ignoranza)
Ignoranza
che ha prodotto in questo inizio buio di secolo XXI “disagio, bullismo, distruzioni di mondi, paura, violenza, guerre esterne ed interne, sessismo, razzismo, omofobia, liquidità delle relazioni umane, precarietà ”;
ritrovare e prendere conoscenza significa ricreare nella società complessa, coesione sociale e umana, sostenibilità di futuri, accoglienza delle diversità, sviluppo dell’intelligenza cognitiva ed emotiva e della solidarietà ,
ritrovare e prendere conoscenza significa anche ricreare una società che non si spaventa della decrescita economica e dei consumi effimeri ed inutili, ma aspira alla crescita sobria dei consumi, delle relazioni tra umani e tra umani e gli ambienti naturali e metropolitani.
Tra le mani alzate spuntavano qua e là bandiere inconsuete:
la bandiera raggiante del Tibet autonomo, le bandiere del Bologna-calcio, una bandiera rossa con un Che Guevara che spuntava dai raggi neri, e qua e là bandiere rosse senza particolari contrassegni di partito.
Le parole che si rincorrevano e si ripetevano tra le masse ormai individualizzate ma corali erano:
“il futuro dell’Italia siamo noi”
“tagliamo i tagli”
“tagli, privatizzazioni, precarizzazioni la nostra risposta: e ora e sempre occupazione (di scuole, fabbriche e università) ”
“no alla Riforma della Distruzione “
Quando la lunga manifestazione ha raggiunto l’ Università ed è passata sotto “il nuovo Provveditorato agli Studi” di Via Castagnoli si è alzato un urlo che ha percorso tutta la manifestazione con degli slogan che si ripetevano in modo quasi ossessivo ma con un timbro di forte consapevolezza
“sappiamo che la lotta si fa dura, ma noi non abbiamo paura”
alternato ad un altro slogan “noi ci meritiamo il nostro futuro”.

E poi “sappiamo sappiamo dove sono andati a finire i soldi per l’Istruzione
(meno otto miliardi di euro nell’ultima finanziaria 2008-09) :
In Libia, per potenziare campi di detenzione e per favorire respingimento degli stranieri in fuga da guerre, miseria e apocalissi di mondi ,
in Afganistan, per armare il terrore contro le popolazioni civili e la nuova colonizzazione”.
Non abbiamo bisogno di Eroi e già eroico vivere in questo paese di fame crescente e di precarietà di vita, redditi e lavori”.
Volti giovanissimi in prevalenza ragazze ma anche molti ragazzi.
Una ragazza veniva portata sulle spalle da un suo compagno e questa immagine nella mia mente storica mi ha fatto evocare e sognare il nostro lungo maggio europeo del secolo scorso.
Stamattina prima di uscire di casa ho cercato di portare con me qualcosa o un segno che potesse unificare le generazioni critiche di questo imploso paese, portando con me una borsa della spesa di stoffa rossa intensa che ho prima allacciato sul manubrio, ben in vista sulla bicicletta, e poi lungo il marciapiede, sventolandola ogni volta che gli studenti e le studentesse gridavano “non state lì guardare ma venite giù a manifestare”.
A volte basta uno straccetto rosso al collo diceva Pasolini per significare le cose a cui s’aspira divengano realtà mutante.
Ed ancora altri slogan che evocavano altre dimensioni dell’esistenza negata da questo senso comune di destra che ha contaminato ormai tutti :
diversi diversi ma liberi liberi di scegliere….come vivere, amare e morire..
Perché onda del disincanto?
Perché si comincia a respirare nelle strade e nelle classi come docente tra gli studenti e studentesse la fine dell’impotenza in cui era stata gettata, e smarrita una o più generazioni di fine ed inizio secolo,
da questa cultura dominata dalla mercificazione della vita, del sessualità, dei corpi, dell’immagine, della politica.
Non crescono più grandi fratelli o sorelle delle Tv spazzatura sia commerciale che pubblica,
ma crescono piccoli fratelli e sorelle disincantate che cominciano ad articolare qualche libera espressione con i pochi 500 vocaboli che dispongono ancora, vocaboli elettronici privi di vocali e ricche di consonanti afasiche e molte facce emoticon che compensano le privazioni sensoriali e poi le braccia alzate. Per riabbracciarsi come fratelli e sorelle di un’unica città e terra divenuta possibile luogo scelto di progettata esistenza.
Pino de march
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categoria:alzata, l'onda del disincanto si è fina
mercoledì, 07 ottobre 2009

PROTESTE DEMOCRATICHE
CONTRO IL BANALE MALE
RINASCENTE REVISIONISMO NAZI-FASCISTA
 
Ieri i consiglieri di maggioranza EMILIA ROMAGNA
hanno protestato in Aula durante l’intervento del consigliere del Pdl Fabio Filippi che ha presentato un’interpellanza contro la commemorazione dell’eccidio dei Fratelli Cervi.
Il Presidente del Gruppo Marco Monari, i consiglieri di Reggio Emilia Gianluca Borghi, Laura Salsi e Gian Luca Rivi, tutti i Consiglieri del Pd e della maggioranza di centrosinistra hanno dapprima esposto un cartello con la scritta “Viva i Fratelli Cervi”, quindi in segno di protesta hanno abbandonato l’aula.


Di seguito la dichiarazione rilasciata da Borghi e Rivi sull’argomento:  

 “Silenziosamente, giorno dopo giorno, ogni esperienza, ogni valore, ogni riferimento che ha portato generazioni di italiani a condividere un'idea di Nazione nata dall'antifascismo e dalla Resistenza vengono svuotati da un revisionismo cattivo e senza storia, praticato da una destra che si muove come se tutto ciò che è stato potesse essere messo in discussione, cancellato e stravolto.
Oggi, ancora una volta, l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha assistito ad un episodio di "teppismo" storico e civile, in seguito all'ennesima provocazione del consigliere del PdL Filippi che ha condannato, attraverso lo strumento dell'interpellanza, lo svolgimento delle celebrazioni dell'eccidio dei 7 Fratelli Cervi avvenute lo scorso dicembre al poligono di tiro di Reggio Emilia.

Ma se nemmeno il più straordinario esempio di resistenza civile e politica al nazifascismo è più elemento di condivisione, tutto può diventare possibile.

È per questo che tutti i Consiglieri del Partito Democratico e del centrosinistra hanno silenziosamente protestato contro la barbarie della negazione della memoria sollevando in aula la scritta "VIVA I FRATELLI CERVI", mentre il consigliere della destra cercava di fatto di sminuirne la memoria.
È questo l'impegno che la nostra responsabilità deve assolvere: dentro le istituzioni e nella società non possiamo più assistere silenziosi al continuo spostamento in avanti della soglia di ciò che è tollerabile (o solo immaginabile).
Lo dobbiamo ai Fratelli Cervi, alla Resistenza, alla democrazia che grazie ad essa abbiamo acquisito e che ora è, concretamente e attraverso la poliedrica banalità del male, a rischio ogni giorno, per quel che vien detto, per quel che vien fatto, ma forse, soprattutto, per il nostro silenzio di fronte a ciò che accade.

Gianluca Borghi
Gian Luca Rivi

consiglieri regionali PD e soci ANPI

VERSITUDINE E PENOMBRE  ON LINE
SOLIDARIZZANO CON TUTTI COLORO CHE FANNO DELLA MEMORIA DELLA RESISTENZA,
NON VUOTA MEMORIA MONUMENTALE O STRACCETTO ROSSO DA SVENTOLARE PER CONSERVARE L'ESISTENTE,
MA RIAFFERMAZIONE DI NUOVE ESISTENZE NELLA GIUSTIZIA E LIBERTA',
TRASFORMAZIONI RADICALI SINGOLARI COMUNI.
pino de march

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mercoledì, 30 settembre 2009

a nascere di nuvo senza fine o dal cordone ombelicale

testo in croato ed italiano
della poetessa:
NOME: SANJA

COGNOME: ŠIREC ROVIS


1)

S PUPČANE VRPCE

 svake večeri uspavankom

pokrivam pospane duše,

nejakog dječaka i sićušne djevojčice.

 ozbiljna sam, stroga i nemilosrdna.

 jer ovo nije vrijeme za nježnost, maštanje

i maženje.

ovo je vrijeme pripreme za boj.

 u mojoj uspavanci nema izmišljenih  likova.

stvarna je i moja.

istetovirala sam je trudovima na njihove kože.

upisala u pupčane vrpce.


oni će rasti,

i slova će na koži postati sve veća i vidljivija,

vrpce će se odmotavati.

 poučit će ih kako da prisluhnu  povijesnim pričama,

filozofijama i religijama,

a da vjeruju sebi.


kako da prolaze kroz  civilizacije, nacije i grupacije,

a da  pripadaju sebi.

 oni su vjera  pribijena na  srce iz kojeg krvare različiti narodi

i jezik sav satkan poganskim sjećanjima njihovih starih.

mudrost koja spašava život 

urezana je u kosti,

njene se poruke

čitaju zatvorenih očiju.

 

pokazat će im kako da ih

iz sebe iščitavaju.

 

poučit će ih kako da spaljuju male kućne bogove,

ostavljaju za sobom male stvari i bježe goli i bosi,

 

a da za sobom  uvijek ostave otvorena vrata.

 

kako da ne ruše mostove.

 

kako da stvaraju nova svetišta i izmišljaju nove bogove.

kako da vide iste slike, knjige, ljude, novim očima

kad im budu iskljuvali stare.

 

kako da čuju glazbu,

kad zbog njihove buke ogluše,

 

a da potpuno ne izgube sluh.

 

 

naučit će ih kako da prepoznaju skrovište ljubavi

kad im budu rekli da je ona mrtva,

da ne postoji,

da je nema.

 

i kako da pronađu sebe,

kad ih budu uvjeravali da su mrtvi,

da ne postoje,

da ih nema.

 Kako da se bez mene ponovo rađaju.

 
1)

DAL CORDONE OMBELICALE

 

ogni sera con una ninna nanna

copro le anime assonnate

di un tenero bambino e di una bambina piccina.

 

sono seria, severa, spietata.

 

perché non è l’ora della tenerezza, della fantasia

e delle carezze.

 

è l’ora dei preparativi della battaglia.

 

nella mia ninna nanna non ci sono personaggi immaginari

è reale ed è mia

l’ho tatuata con le doglie sulla loro pelle.

l’ho scritta nei cordoni ombelicali.

 

loro cresceranno,

e le lettere sulla pelle diventeranno più grandi e più evidenti,

i cordoni si avvolgeranno.

 

insegneranno loro ad ascoltare racconti storici,

filosofie e religioni,

e a credere in se stessi.

 

a passare per le civiltà, le nazioni e i gruppi

e di appartenere a se stessi.

 

loro sono la fede inchiodata nel cuore dove sanguinano popoli diversi

e la lingua tutta intessuta dai ricordi pagani dei loro vecchi.

la saggezza che salva la vita

è incisa nelle ossa,

i suoi messaggi

si leggono ad occhi chiusi.

 

mostreranno loro

a leggersi dal di dentro.

 

insegneranno loro a bruciare le piccole divinità della casa,

a lasciare dietro di sé le piccole cose e a fuggire nudi e scalzi,

 

lasciando sempre dietro di sé la porta aperta.

 

a non distruggere i ponti.

 

a creare nuovi santuari e a inventare nuovi dei.

vedere gli stessi quadri, i libri e la gente con occhi nuovi

dopo che gli avranno strappato i vecchi.                           

 

a sentire la musica,

quando a causa del loro chiasso diventeranno sordi,

 

ma senza perdere completamente l’udito.

 

insegneranno loro a riconoscere il nascondiglio dell’amore

quando gli diranno che è morto,

che non esiste,

che non c’è.

 

e a trovare se stessi,

quando li convinceranno che sono morti,

che non esistono,

che non ci sono.

 a nascere di nuovo senza di me.

LINGUA: CROATA

testo di:
NOME: SANJA

COGNOME: ŠIREC ROVIS

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martedì, 22 settembre 2009
TORNAN0 LE INQUIE-TEMPESTE-POETICHE

Sabato 26 settembre 2009
dalle ore 22 alle 24
Sala superiore del Caffè
la LINEA
Piazza Re Enzo di Bologna

La poetessa e musicista
impegnata e critica della società dello spettacolo
STELLA CAPPELLINI

presenterà un libro raccolta di  poesie dirompenti nell'attuale tempo
d'incubi e di disimpegno politico e culturale il "Giardino della Musa"

BUON GIORNO VECCHIA RABBIA !
VECCHIA LEONESSA VISSUTA  !
COME FAI A STARTENE LI’ RINCHIUSA ?
È LA RABBIA DEGLI ESCLUSI
CHE MI SCULACCIA I PENSIERI
AFFONDATI TRA MANI NERE E MULTICOLORI
DI POPOLI IN FESTA.
Testo di Stella Cappellini tratto dal Giardino della musa, 2009

testi poetici ispirati e composti  in situazioni confliggenti con i
poteri dominanti e radicati in una ricerca d'esistenza autentica
che attraversa l'intero arco della sua vita poetica e civile


non mancherà di accompagnare i suoi versi di protesta con musiche,
canti e sax e rabbia contro l'esistente corrotto ed immutabile

 Pino de March e Valerio Dondini racconteranno anche dell'esperienza
poetica di strada
contro le guerre interne ed esterne
del Laboratorio poetico "inquie-tempeste-poetiche" nello spazio
pubblico occupato XM-24 (2003-2006)
condiviso con Stella Cappellini ed altri ed altre singolarità poetiche.

Pino de March ed Alfredo Stori raconteranno dell'attuale esperienza
della Scuola di strada Pier Paolo Pasolini condivisa con Stella
Cappellini ed altri ed altre singolarità poetiche e filosofiche.
(2008-2009)


on line:
versitudine@gmail.com
versitudine.splinder.com

on street:
banchetto e progettazione azioni poetiche
ogni giovedì nello spazio autogestito del mercatino biologico xm-24 -
via fioravanti 24
dalle ore 19 alle  21

per versitudine on line ed on street
pino de march
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venerdì, 18 settembre 2009
Camminata poetica sul sentiero di Rilke,
/situato dentro al Carso, uno degli scenari più terrificanti della
prima guerra mondiale/

Camminata poetica sul sentiero di Rilke,
contro le guerre interne agite quotidianamente in forma di aggressioni
e di violenze
nei confronti
dei diversi universi sessuali GLBT ed Umani :
0mofobie,xenofobie, sessuofobie, romfobie…..

ma anche contro  i diversi sociali in genere:
 Tommasoli a Verona o più specificatamente individualità antifascisti.

200 e più aggressioni fasciste o neo fasciste l'anno passato
(vedi sito
antifa.org)

200 e più donne assassinate nella mura domestiche

Centinaia di violenze contro omosessuali o lesbiche o trans

E molte molte violenze istituzionali (di polizia nei momenti di
identificazione di strada o nelle questure,  nei Cie-Centro
Identificazione espulsione, con i respingimenti in mare)
a cui s’aggiungono violenze xenofobe contro stranieri e nomadi.

camminata poetica sul sentiero di Rilke,
contro le guerre esterne "democratiche e umanitarie"
agite  esclusivamente nei territori del sud del mondo e  contro le
loro popolazioni
 vittime “casuali”dei " nostri occidentali " bombardamenti
o più precisamente dei loro intesi come dominanti occidentali
bombardamenti “intelligenti",

Intelligenti intesi nel senso di interessati  alla riconquista
neocoloniale delle risorse dei  territori bombardati (irak,
afganistan, etc...) più che alla riconquista della democrazia o dei
diritti umani.
(queste giustificazioni etico politiche sono piuttosto nuove forme
ideologiche del neocolonialismo occidentale).

Un milione di morti a tutt'oggi nelle due guerre euro-americane o
bushiane  e dei  loro "effetti collaterali" nel solo Irak.
(dati delle fonti delle organizzazioni umanitarie)


pino de march
htpp.//
versitudine.splinder.com


La voce dei poeti della pace
sul sentiero Rilke

Sabato 19 settembre 2009,
ore 17:00, ritrovo davanti al castello di Duino e poi passeggiata sul
sentiero con
la guida naturilistica Pino Sfregola,

per la quarta edizione dell'iniziativa di
musica e poesia "Suoni e versi di pace sul sentiero Rilke" promossa dalle

associazioni:
"Versitudine"(Bologna),
Scuola di strada Pier Paolo Pasolini (Bologna)
"Fare Poesia"(Pavia),
"Il Pane e le Rose"(Trieste).
artisti contro le guerre interne ed esterne

L'incontro aperto alla partecipazione,
prevede la presenza tra gli altri di artisti, musicisti, poeti ed intellettuali:
Pino de March ,Tito Truglia, Salvo Quinto, Stella Cappellini,Roberto
Dedenaro,Marko Kravos,Mario Fragiacomo,Gabriella Musetti, Grabriella
Valera, Marina Moretti, Edvino Ugolini, Eddy Kanzian, Boris Pahor.

i poeti dell' "Antico
Spazzacamino".

Rainer Maria Rilke (1875-1926) nel 1912 inizia nel castello di Duino a
comporre la "Elegie Duinesi".

"le elegie sono un grande viaggio nell'orrore delle città informi, in
un mondo che ha perso significato, abitato ormai da uomini che non
hanno più alcuna identità. il viaggio non termina nel lamento
elegiaco, ma scopre una via di salvezza. Questa via non passa
attraverso il dominio, il potere..."
(F. Rella, filosofo)

accordatore poetico
pino de march
htpp.//
versitudine.splinder.com
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categoria:sul sentiero di rilke contro le, sul sentiero di rilke contro le
mercoledì, 16 settembre 2009

il rap di Enea in tempo reale contro la Ministra della "distruzione pubblica" Maria Stella Gelmini

grandi assalti
http://www.youtube.com/watch?v=syvAW_9jJro

...meglio dire no a Gelmini che indossare i grembiulini!

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giovedì, 10 settembre 2009

SUL SENTIERO DI RILKE CONTRO LE GUERRE INTERNE ED ESTERNE
per la quarta volta

DALLA TREGUA FRATERNA
COME URLO SOFFOCATO
ALLA RESISTENZA FRATERNA COME URLO LIBERATO
[L’Altro, la guerra, il confine, l’inimicizia e l’amicizia]

Sabato 19 settembre 2009
alle ore 17
Appuntamento:
all’inizio del Sentiero di Rilke (nei pressi del Castello di Duino in provincia di Trieste).
(in caso di pioggia troveremo una sala in Duino)

Dalle ore 17 alle 19
Camminare, pensare e resistere alle guerre interne ed esterne
e leggere versi e frammenti tratti dalle Elegie Duinesi di Rilke
ma anche  testi di poesia e di prosa di  Poeti ed  intellettuali di qua  e di là dei confini della “fortezza europa” che parteciperanno  all’azione poetica.

"anche il viandante dal pendio della cresa del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile,
ma porta una parola conquistata,
pura, la  genziana
radice amara gialla e blu.  Forse noi siamo qui per dire:
casa, ponte, fontana, brocca, albero da frutti, finestra,
al più: colonna, torre... . Ma per dire, comprendilo bene
oh, per dirle le cose così, che a quel modo, esse stesse,
nell'intimo, mai intendevano d'essere."
da Nona Elegia duinese di R.M. Rilke


Testi  di critica e di resistenza alle guerre esterne  "democratiche ed umanitarie"
ma anche testi di critica e di resistenza alle guerre interne condotte contro i migranti e le altre minoranze presenti nei territori
 
testi di critica e di resistenza
contro il senso comune di destra e fascista, sessista, omofobo e razzista diffuso nel paese che  sostiene queste guerre interne cosciamente ed inconsciamente
 

Dalle ore 21 alle 02
Trattoria dall’Antico Spazzacamino
Via sette fontana 66
(zona Fiera)
In memoria attiva di Franco Basaglia
(ha saputo relazionarsi con l’Altro o l’estraniato per secoli dalla società normata borghese produttivista nascente)

Continua lettura di testi di poesia e di prosa  di poeti ed intellettuali  che hanno preso posizione contro le   guerre , i fascismi e i razzismi in altri tempi,
 ma anche testi contemporanei di poesia, di prosa e  di critica all’esistente “democratico militarista”, 
fobico, razzista e sessuofobo
di Poeti ed Intellettuali europei che partecipano nell’azione poetica.

Partendo da un episodio della prima guerra mondiale:
la tregua di Natale (1914)  e la sorprendente fraternizzazione che né seguì tra soldati francesi, belgi, inglesi e tedeschi, intendiamo proporre quest’anno un azione poetica comune “la tregua fraterna” ma anche una “resistenza fraterna” sul Sentiero di Rilke (Duino-Sistiana),
una tregua alle guerre esterne  combattute col pretesto idealistico della “mancata democrazia”, della tirannide,  del terrorismo ma concretamente agite e  sostenute da molte agenzie informative e
mediatiche per procurare all’occidente risorse naturali, in questo caso petrolio e gas ” presente in abbondanza nell’area del Sud-est Asiatico e Medio Oriente(Irak ed Afganistan),
 ma anche una tregua ed una resistenza alle guerre interne “antropologiche” contro gli stranieri e la loro ingiusta detenzione amministrtativa nei nuovi lager europei o CIE (centri di identificazione ed espulsione),
 contro gli zingari e diversi universi sessuali oGLBTQ;

La tregua  e la resistenza fraterna viene proposta alle popolazioni e alle reti di associazioni pacifiche e sociali non agli Stati e i Partiti belligeranti, Razzisti e sessuofobi, per riflettere sulle complicità ed omissione dei Servizi Segreti Occidentali spesso in stretto rapporto di dominazione neocoloniale con  Multinazionali e Lobbies  influenti planetarie (Statunitense, Europee  ma anche Saudite) in queste strane guerre “umanitarie”,
ma anche riflettere attivamente sulle diverse Fobie diffuse nel Continente Europa (Xenofobie, Omofobi, rom-fobie e Misogenie e Femminicidi ecc.) e cercare a partire da questa azione poetica che coinvolge Poeti ed Intellettuali per ricreare percorsi di Filia o Amicizia delle minoranze e delle molteplici forme della vita migrante contemporanea per fermare le molteplici guerre interne ed esterne sul pianeta terra (non scontri di civiltà ma alleanze di civiltà).



La tregua fraterna del 1914
Era il Natale del 1914, il Kaiser o l’Imperatore Prussiano insieme ai suoi Stati Maggiori ritenevano che la guerra sarebbe terminata nella Primavera del 1915.
Per questo, il Kaiser, decise di inviare migliaia di alberi di Natale ai soldati in trincea.
Oggi, noi sappiamo però che la guerra durò quattro lunghi anni e coinvolse nel conflitto  altri fronti, tra cui  quello del Carso e del Piave, mondializzandosi.
Il Regista francese Cristian Carion passò molto tempo a documentarsi negli archivi militari francesi, inglesi e tedeschi, e dalle lettere che i soldati al fronte scrivevano alle famiglie, raccolse episodi di
questa tregua di Natale 1914, e mettendoli insieme compose un testo di umanità e fratellanza che ha accomunato soldati di tutte le parti in conflitto che hanno saputo andare al di là del senso comune
militarista, interventista  e futurista del tempo.
Su questo conflitto si divisero e si combatterono fra loro, non  solo le popolazioni continentali dei vari Stati Europei,  ma anche le strutture organizzative politiche e sindacali del movimento operaio.
Molte delle avanguardie artistiche e poetiche del tempo(dadaisti, surrealisti, futuristi russi e espressionisti  tedeschi), compresi molti intellettuali impegnati( libertari,socialisti, comunisti ecristiano sociali)  seppero opporsi alla guerra o facendo guerra alla guerra o sottraendo la loro vita, il loro impegno e i loro versi alla guerra.
Rosa Luxemburg e Karl Liebniekt (spartachisti tedeschi) di cui oggi si ricordano i  novantenni  dal  tempo del loro assassinio da parte dello stato poliziesco ed interventista tedesco sostenuto dalla destra
socialdemocratica tedesca, si batterono fino all’estremo della vita per impedire la deriva interventista dei socialisti tedeschi ed europei.
Il testo o il film di cui parlavano pochi passi sopra, è Jouyeux Noel di Cristian Carion.

Nel film c’è una scena decisiva per comprendere lo spirito di fratellanza pacifica “operaia e popolare ”  che continuava viveva tra i soldati di entrambe le parti,  in un conflitto che giorno dopo giorno annientava vite, umanità e dignità.
E’ la scena in cui un Vescovo rimprovera  un pastore anglicano perché quest’ultimo ha celebrato la messa di Natale non solo per scozzesi, come a suo parere doveva fare, ma anche per i francesi ed i tedeschi.
Ed è una predica effettivamente tenuta dal Vescovo dell’Abazia di Westminster di Londra in quel tempo.


promuove la rete informale della cooperazione poetica:

Versitudine                                                            -  Bologna
 Scuola di strada PierPaoloPasolini               -  Bologna
Fare poesia                                                           -  Pavia
Il pane e le rose                                                  -  Trieste
artisti contro le guerre interne ed esterne   -  Roma- Trieste
Germinal                                                               -  Trieste  

per la rete informale della cooperazione poetica
pino de march


contatti:
versitudine@gmail.com
scuoladistradappp@gmail.com
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giovedì, 10 settembre 2009

SUL SENTIERO DI RILKE CONTRO LE GUERRE INTERNE ED ESTERNE
per la quarta volta

DALLA TREGUA FRATERNA
COME URLO SOFFOCATO
ALLA RESISTENZA FRATERNA COME URLO LIBERATO
[L’Altro, la guerra, il confine, l’inimicizia e l’amicizia]

Sabato 19 settembre 2009
alle ore 17
Appuntamento:
all’inizio del Sentiero di Rilke (nei pressi del Castello di Duino in provincia di Trieste).
(in caso di pioggia troveremo una sala in Duino)

Dalle ore 17 alle 19
Camminare, pensare e resistere alle guerre interne ed esterne
e leggere versi e frammenti tratti dalle Elegie Duinesi di Rilke
ma anche  testi di poesia e di prosa di  Poeti ed  intellettuali di qua  e di là dei confini della “fortezza europa” che parteciperanno  all’azione poetica.

"anche il viandante dal pendio della cresa del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile,
ma porta una parola conquistata,
pura, la  genziana
radice amara gialla e blu.  Forse noi siamo qui per dire:
casa, ponte, fontana, brocca, albero da frutti, finestra,
al più: colonna, torre... . Ma per dire, comprendilo bene
oh, per dirle le cose così, che a quel modo, esse stesse,
nell'intimo, mai intendevano d'essere."
da Nona Elegia duinese di R.M. Rilke


Testi  di critica e di resistenza alle guerre esterne  "democratiche ed umanitarie"
ma anche testi di critica e di resistenza alle guerre interne condotte contro i migranti e le altre minoranze presenti nei territori
 
testi di critica e di resistenza
contro il senso comune di destra e fascista, sessista, omofobo e razzista diffuso nel paese che  sostiene queste guerre interne cosciamente ed inconsciamente
 

Dalle ore 21 alle 02
Trattoria dall’Antico Spazzacamino
Via sette fontana 66
(zona Fiera)
In memoria attiva di Franco Basaglia
(ha saputo relazionarsi con l’Altro o l’estraniato per secoli dalla società normata borghese produttivista nascente)

Continua lettura di testi di poesia e di prosa  di poeti ed intellettuali  che hanno preso posizione contro le   guerre , i fascismi e i razzismi in altri tempi,
 ma anche testi contemporanei di poesia, di prosa e  di critica all’esistente “democratico militarista”, 
fobico, razzista e sessuofobo
di Poeti ed Intellettuali europei che partecipano nell’azione poetica.

Partendo da un episodio della prima guerra mondiale:
la tregua di Natale (1914)  e la sorprendente fraternizzazione che né seguì tra soldati francesi, belgi, inglesi e tedeschi, intendiamo proporre quest’anno un azione poetica comune “la tregua fraterna” ma anche una “resistenza fraterna” sul Sentiero di Rilke (Duino-Sistiana),
una tregua alle guerre esterne  combattute col pretesto idealistico della “mancata democrazia”, della tirannide,  del terrorismo ma concretamente agite e  sostenute da molte agenzie informative e
mediatiche per procurare all’occidente risorse naturali, in questo caso petrolio e gas ” presente in abbondanza nell’area del Sud-est Asiatico e Medio Oriente(Irak ed Afganistan),
 ma anche una tregua ed una resistenza alle guerre interne “antropologiche” contro gli stranieri e la loro ingiusta detenzione amministrtativa nei nuovi lager europei o CIE (centri di identificazione ed espulsione),
 contro gli zingari e diversi universi sessuali oGLBTQ;

La tregua  e la resistenza fraterna viene proposta alle popolazioni e alle reti di associazioni pacifiche e sociali non agli Stati e i Partiti belligeranti, Razzisti e sessuofobi, per riflettere sulle complicità ed omissione dei Servizi Segreti Occidentali spesso in stretto rapporto di dominazione neocoloniale con  Multinazionali e Lobbies  influenti planetarie (Statunitense, Europee  ma anche Saudite) in queste strane guerre “umanitarie”,
ma anche riflettere attivamente sulle diverse Fobie diffuse nel Continente Europa (Xenofobie, Omofobi, rom-fobie e Misogenie e Femminicidi ecc.) e cercare a partire da questa azione poetica che coinvolge Poeti ed Intellettuali per ricreare percorsi di Filia o Amicizia delle minoranze e delle molteplici forme della vita migrante contemporanea per fermare le molteplici guerre interne ed esterne sul pianeta terra (non scontri di civiltà ma alleanze di civiltà).



La tregua fraterna del 1914
Era il Natale del 1914, il Kaiser o l’Imperatore Prussiano insieme ai suoi Stati Maggiori ritenevano che la guerra sarebbe terminata nella Primavera del 1915.
Per questo, il Kaiser, decise di inviare migliaia di alberi di Natale ai soldati in trincea.
Oggi, noi sappiamo però che la guerra durò quattro lunghi anni e coinvolse nel conflitto  altri fronti, tra cui  quello del Carso e del Piave, mondializzandosi.
Il Regista francese Cristian Carion passò molto tempo a documentarsi negli archivi militari francesi, inglesi e tedeschi, e dalle lettere che i soldati al fronte scrivevano alle famiglie, raccolse episodi di
questa tregua di Natale 1914, e mettendoli insieme compose un testo di umanità e fratellanza che ha accomunato soldati di tutte le parti in conflitto che hanno saputo andare al di là del senso comune
militarista, interventista  e futurista del tempo.
Su questo conflitto si divisero e si combatterono fra loro, non  solo le popolazioni continentali dei vari Stati Europei,  ma anche le strutture organizzative politiche e sindacali del movimento operaio.
Molte delle avanguardie artistiche e poetiche del tempo(dadaisti, surrealisti, futuristi russi e espressionisti  tedeschi), compresi molti intellettuali impegnati( libertari,socialisti, comunisti ecristiano sociali)  seppero opporsi alla guerra o facendo guerra alla guerra o sottraendo la loro vita, il loro impegno e i loro versi alla guerra.
Rosa Luxemburg e Karl Liebniekt (spartachisti tedeschi) di cui oggi si ricordano i  novantenni  dal  tempo del loro assassinio da parte dello stato poliziesco ed interventista tedesco sostenuto dalla destra
socialdemocratica tedesca, si batterono fino all’estremo della vita per impedire la deriva interventista dei socialisti tedeschi ed europei.
Il testo o il film di cui parlavano pochi passi sopra, è Jouyeux Noel di Cristian Carion.

Nel film c’è una scena decisiva per comprendere lo spirito di fratellanza pacifica “operaia e popolare ”  che continuava viveva tra i soldati di entrambe le parti,  in un conflitto che giorno dopo giorno annientava vite, umanità e dignità.
E’ la scena in cui un Vescovo rimprovera  un pastore anglicano perché quest’ultimo ha celebrato la messa di Natale non solo per scozzesi, come a suo parere doveva fare, ma anche per i francesi ed i tedeschi.
Ed è una predica effettivamente tenuta dal Vescovo dell’Abazia di Westminster di Londra in quel tempo.


promuove la rete informale della cooperazione poetica:

Versitudine                                                            -  Bologna
 Scuola di strada PierPaoloPasolini               -  Bologna
Fare poesia                                                           -  Pavia
Il pane e le rose                                                  -  Trieste
artisti contro le guerre interne ed esterne   -  Roma- Trieste
Germinal                                                               -  Trieste  

per la rete informale della cooperazione poetica
pino de march


contatti:
versitudine@gmail.com
scuoladistradappp@gmail.com

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giovedì, 10 settembre 2009

PaviArt Poetry festival - IV edizione
POESIA ARTE TERRITORIO
12 e 13 settembre 2009
A PAVIA - UNIVERSITA´ CENTRALE - CORTILE DELLE STATUE - Via Strada Nuova
(All´interno della manifestazione Pavia Festival dei Saperi / L´uomo e la
terra: Primo dialogo).

Sabato 12 settembre
ORE 20.30 APERITIVO POETICO con:
Presentazione dell´antologia poetica PRO/TESTO (Ed. Fara Editore, 2009),
Partecipano: Chiara De Luca, Matteo Fantuzzi, Luca Ariano, Simone
Molinaroli,
Salvatore Della Capa, Alessandro Seri, Fabio Orecchini, Dome Bulfaro.
Presentazione del primo numero di FAREPOESIA / Rivista di poesia e arte
sociale,
con la partecipazione di redattori e collaboratori della rivista.

ORE 22.00 L´UOMO LE PERIFERIE IL POTERE - OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI
Proiezione del documentario "La forma della città" di P.P. Pasolini e P.
Brunatto, intro di Fabrizio Zaminelli.

Reading a cura del gruppo Spazioaperitivo di SPAZIOMUSICA
(con: Franca Bottaro, Paolo Sorice, Luca Littaru, Giovanni Catalano, Bruno
Marazzita);
Ospiti della serata: Adolfina de Stefani e Antonello Mantovani (Performance
per Pasolini e J. Beuys),
I Cantosociale (Ballate per gli umili / Canzoni di e per Pasolini).

Domenica 13 settembre
Ore 20.30 APERITIVO POETICO:
Linguaggi Storie Territorio: I dialetti
Reading in vari dialetti della penisola con interventi musicali e proiezioni
a cura del Gruppo Spazioaperitivo di SPAZIOMUSICA (con Franca Bottaro, Paolo
Sorice, Tito Truglia, Bruno Marazzita);
Partecipano Fabrizio Lana e Agostino Faravelli del Circolo Regisole e i Tri
Urluk.
Ore 22.00 - Reading poetico con Francesco Marotta
e autori dell´antologia "Vicino alle nubi sulla la montagna crollata" (Ed.
Campanotto).

Ore 22.30 - NATURA ARTE SOCIETA´- OMAGGIO A JOSEPH BEUYS
Performance, interventi e azioni poetiche con:
Giancarlo Pucci e Rossella, Tiziana Baracchi e Giancarlo Da Lio,
Fulgor Silvi, Emilio e Franca Morandi.
Sabato e domenica all´interno del cortile installazioni di Plum Cake / A.PK e
Mariano Bellarosa.
Ingresso libero
Iniziativa realizzata con il contributo del settore Istruzione e Politiche
Giovanili del Comune di Pavia.
Organizzano: O.M.P., FAREPOESIA, Kronstadt. Con la collaborazione di
Spazioaperitivo-Spaziomusica
e il con il patrocinio dell´Ambasciata di Venezia.
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lunedì, 07 settembre 2009


LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

atei e agnostici non credono  nei miracoli

19 SETTEMBRE 2009, ROMA
Per questo l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha deciso di darsi voce da sola.
Nasce così il primo meeting nazionale per un paese laico e civile in cui non siano più calpestati i diritti civili dei non-credenti, organizzato per sabato 19 settembre a Roma.
Nonostante crescano costantemente di numero (in Italia un cittadino su sette non crede, superando i fedeli di tutte le confessioni di minoranza messe assieme) e nonostante a livello mondiale la loro diffusione vada di pari passo alla diffusione del benessere, dell´istruzione, della libertà di espressione e dei diritti civili in generale, nel nostro paese, di atei e agnostici e delle loro istanze non si riesce a far parlare. Il meeting sarà l´occasione per dire cosa vogliamo.
Vogliamo l´uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti
Vogliamo l´affermazione concreta della laicità dello Stato
Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose
Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose
In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d´emergenza (c.d. "pillola del giorno dopo")
Abolizione dei limiti all´accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell´obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell´eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull´orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull´inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)
Riduzione dei tempi per l´ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l´evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

PROGRAMMA DEL MEETING
ore 14:30
Ritrovo nell´area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma.
(come raggiungere il meeting)

Ore 15 Brevi interventi dei soci UAAR, testimoni di piccole e grandi battaglie laiche
Presentazione: Adele Orioli, responsabile iniziative giuridiche UAAR
Assistenza laica: Anna Maria Pozzi (Torino) / Fania Zanforlin (Treviso)
Campagna ateobus: Giorgio Villella (Padova)
Campagna oneri: Roberto Grendene (Bologna)
Clero a scuola: Luciano G. Calì (Grosseto)
Crocifissi fuori luogo: Franco Coppoli (Terni)
Finanziamenti alle chiese: Silvio Manzati (Verona)
Marcatura Territoriale: Dino Di Tinco (Ginosa, Taranto)
Ora Alternativa: Rosalba Sgroia (Roma)
Nuove Chiese: Paolo Gelmo (Bolzano)
Religione in TV: Francesco D'Alpa (Catania)
Sbattezzo: Pier Giorgio Nicoletti (Cosenza)
Sale del commiato/funerali civili: (a cura del circolo UAAR di Venezia)
Scienza: (a cura del circolo UAAR di Varese)
Scuola/educazione: Fabio Milito Pagliara (Salerno)
Testamento Biologico: Bruno La Piccirella (Genova)
Vilipendio: Manlio Padovan (Rovigo)
Estero: Vera Pegna (ambasciatrice FHE presso OSCE) / Julien Houben  (responsabile esteri UAAR)

Ore 17 Interventi dei relatori e del segretario UAAR
OmosessualitàFranco Grillini
Pari opportunità: Laura Balbo, presidente onorario UAAR
Il diritto di essere scettici: Carlo Flamigni, presidente onorario UAAR
Bioetica: Valerio Pocar, presidente onorario UAAR
Ateismo ed etica laica: Margherita Hack, presidente onorario UAAR (videointerevento)
Ateismo: Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario UAAR (videointerevento)
Conclusioni: Raffaele Carcano (segretario UAAR)

A conclusione del meeting, fino alle 23:00, concerto gratuito per la commemorazione del XX SETTEMBRE con:
- Paolo Ferrarini
- Just for Jam
- Banda Putiferio
- RATTI DELLA SABINA
Durante la serata sonetti di Francesco Burroni e monologhi di Francesca Fornario


L'indomani, XX Settembre dalle ore 09:30 deposizione di una corona alla cerimonia ufficiale presso la Breccia di Porta Pia in Corso Italia.


Per aderire alla manifestazione inviate una e-mail con oggetto "adesione" a: adesioni19settembre@uaar.it
Per dare una mano all'organizzazione dell'evento, inviare una e-mail con oggetto "staff uaar" a:
organizzazione@uaar.it  indicando i compiti per i quali ci si offre volontari
Informazioni per raggiungere il meeting   Informazioni per eventuale pernottamento

Il Comitato di Coordinamento UAAR


Da aprile 2009 l'UAAR ha una sede nazionale operativa in via Ostiense 89, 00154 Roma.
È aperta, a disposizione dei soci, dalle 15.00 alle 17.30, dal lunedì al venerdì
telefono: 06 5757611, fax: 06/57103987, mail sociabbonati@uaar.it

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