lunedì, 09 giugno 2008

CONSUMI CRITICI E DISTRETTI ECONOMICI E SOLIDALI

Ieri, domenica 8 giugno, sono andato all'incontro organizzato dai gruppi Bilanci di Giustizia.

Chi sono ? Sono una pluralità di gruppi locali presenti in Veneto, Friuli e Toscana.

Cosa fanno normalmente ? Promuovono la partecipazione all'Operazione Bilanci di Giustizia che "non significa aderire o iscriversi ad un'Associazione, ma dare il proprio contributo alla campagna attraverso il monitoraggio mensile dei propri consumi.

Per dimostrare, dati alla mano, che cambiare l'attuale modello economico accrescendo la qualità della vita è possibile" Invitato di spicco, relatore e coordinatore era Francesco Gesualdi, fondatore ed esponente nazionale del consumo critico, il cui impegno decennale lo testimoniano i suoi diversi scritti e libri e soprattutto la sua diretta esperienza di gruppi di economia solidale.

 Presenti circa una cinquantina di persone fra cui una giornalista del Tirreno. Cosa emerge dall'incontro della mattinata. Esperienza postiva di vari G.A.S. (gruppi di acquisto solidale) ma anche limiti. Per esempio il limite "volontaristico" del GAS che, man mano che cresce, richiede un impegno organizzativo non trascurabile.

 Quindi tendenza del GAS a rinchiudersi un po' nel suo splendido isolamento. Rischio sempre presente di nascita di "falsi" GAS, cioè gruppi di acquisto collettivo, ma niente affatto solidali, e quindi con possibili derive lucrative. Gesualdi ripete i principi fondamentali che dovrebbero contraddistinguere tali gruppi: intento solidale, convivialità e relazionalità degli aderenti, responsabilità sociale e ambientale dei produttori, trasparenza, ecc.

Gesualdi, dopo una breve analisi dei fattori macroeconomici storici (PIL, speculazione finanziaria "creativa", globalizzazione consumistica, fame crescente nel mondo, bomba a orologeria della massa crescente dei rifiuti) che stanno conducendo il pianeta alla catastrofe, sembra quindi indicarci una possibilità di evoluzione verso i così detti DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE, sul tipo delle eperienze brasiliane ed argentine, che siano soggetti alla SOVRANITA' POPOLARE secondo una visione etica dell'economia, contrapposta alla visione mercificante e cinicamente oligarchica. Sottolinea la necessità anche di un impegno teorico nella riprogettazione di un'economia che sia effettivamente solidale e sostenibile. Infine auspica la costruzione graduale di una base coesa di realtà locali in grado di costituirsi come soggetti politici in grado di influire anche sulla politica nazionale, anche se ad oggi non ritiene ci siano ancora i presupposti. Occorre costruire dal basso, consolidare le esperienze, prima.

Io ho presentato il caso XM recando semplicemente la mia testimonianza diretta relativa al mercatino del biologico e ai nostri primi tentativi di razionalizzare un approccio eco-sostenibile al nostro interno. Ho quindi conosciuto un socio fondatore di Arcipelago Toscana, organizzazione regionale promotrice della MONETA LOCALE, lo scec, che è presente anche mediante Arcipelago Lazio, Arcipelago Campania,

Arcipelago Calabria e Arcipelago Sicilia. Curioso che proprio dove la mafia domina sia sentito così forte il bisogno di affrancarsi dalla "moneta globale" (l'euro), non vi pare ?

Comunque ho preso tutti i riferimenti per vedere di dare un possibile seguito del discorso anche in questa regione.

Roberto Cavaliere per NO WATT

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categoria:consumo critico
sabato, 07 giugno 2008
XENOFOBIA E RAZZISMO DI STATO
Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui
è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle
08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che
a quell'ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia
della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha
diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di
soggiorno.

Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri
il permesso di soggiorno, altri ancora né l'uno né l'altro.

Tutto l'episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : "non ce ne
frega niente della vostra carta di identità italiana" , "è finita la
pacchia", "l'Italia non è più il Paese delle meraviglie".

Gli agenti hanno fatto salire tutti gli uomini su un cellulare, solo
un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è
rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva accusato e che
avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l'hanno
lasciato andare.

Nessuno dei passeggeri rimasti sull'autobus è intervenuto, anzi,
molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e
sui marciapiedi, hanno applaudito.

Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un
simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.

ASSOCIAZIONE ALMATERRA - Centro Interculturale delle Donne


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categoria:xenofobia e razzismo di stato
mercoledì, 28 maggio 2008

NO WATT

 

GIOVEDI 24 MAGGIO 2008

DALLE 20 ALLE 23

 

SERANOTTE POETICA

SI SVOLGERA’

NELLO SPAZIO PUBBLICO XM24

VIA FIORAVANTI 24

 

PER RITROVARE IL SILENZIO, LE OMBRE, LE STELLE

PER SCAMBIARSI STORIE E RINVENTARE RELAZIONI TRA MOLTEPLICI FORME DELLA VITA APERTE E NON IDENTITARIE

 

POESIA

RACCONTI

MUSICA ACUSTICA

DANZA ATTORNO AL FUOCO

 

 

 STAFFETTA LETTERARIA

PER CONTRASTARE LA NEOLINGUA GLOBALE MEDIATICA  ED AFASICA 

 

PER UNA CRITICA DELL’IMPERANTE  TOTALITARISMO CONSUMISTA

CHE  COL PROPRIO ILLUSORIO SISTEMA DEICONSUMI SUPERFLUI

GENERA VITE SUPERFLUE

 

FRUSTRAZIONE ED INFELICITA’ PREVALENTEMENTE

TRA MASSE GIOVANILI MA ANCHE IN LARGHI SETTORI DI SOCIETA’

PER LA MANCATA  PROMESSA DI BENESSERE PERMANENTEMENTE

SOLLECITATA DALLE MACCHINE DELLO SPETTACOLO

ED IMPEDITA DALLA MANCATA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA SOCIALE PRODOTTA

NEL TARDO CAPITALISMO EDONISTA E LIBERISTA

 

INFELICITA’  CHE PRETESTUOSAMENTE  VIENE ATTRIBUITA

A NEMICI  INVENTATI  O COSTRUITI

DALLA DIFFUSA IGNORANZA DELLE DINAMICHE STORICHE ECONOMICHE E SOCIALI

CHE POSSONO MUTARE DI VOLTA IN VOLTA

DONNE,  STRANIERI O  DIVERSI SESSUALI

COMUNQUE RITENUTI “ O OGGETTI D’APPROPRIAZIONE O NON PERSONE ”

ACCUSATI DI ESSERE  RESPONSABILI

DELLE LORO  INSODDISFATTE VITE,  PAURE ED INSICUREZZE

 

SENTIMENTI DIFFUSI SIA  TRA GLI  INDIVIDUI SAZI CHE TRA QUELLI DISPERATI

QUESTA INFELICITA’ CRESCENTE

GENERA   FORME DI VIOLENZA ARBITRARIA

DI  MINORANZE GIOVANILI O DI PROGROM DI MASSA

CONTRO DIVERSI IN GENERE RITENUTI “NEMICI”

DELLA  PROPRIA FELICITA’ O DELLA FELICITA’ DELLA  COMUNITA’ APPARTENENZA                                     

 

UNA FORMA NUOVA DI FASCISMO NON SOLO POLITICO (FORZA NUOVA O NAZISKIN )

MA UN FASCISMO ANTROPOLOGICO DI MASSA

CHE SI MANIFESTA NEI PROGROM, NELLA XENOFONOBIA, NELLA OMOFOBIA, NELLA SESSOFOBIA, NELLA TRANSFOBIA, NEL BULLISMO, NEL SIMILISMO, NEL ISLAMOFOBIA ETC.

 

CHE SI NUTRE    DEI LUOGUI E SENSI COMUNI RELIGIOSI E POPOLARI

E DELLE PASSIONI TRISTI DELLE POPOLAZIONI LOCALI

 

 

PROMUOVE

ASSEMBLEA XM 24

VERSITUDINE

PENOMBRE

CICLOFFICINA

MOMO

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categoria:no watt
martedì, 20 maggio 2008

I  MARZIANI SONO TORNATI SULLA TERRA E HANNO OCCUPATO ROMA 

IL LORO PRIMO TERRITORIO OCCUPATO E' STATO IL PALAZZO DEL  GOVERNO ITALIANO

INSEDIANDOVI ED INCORONANDOVI  UNO DEI MARZIANI  PIU' ABILI   NEL MASCHERARSI DA UMANO

UN TAL SILVIUS DA ARCORES   CON I SUOI DI FINI E BASSI SERVITORES  

ED INFINE HANNO OCCUPATO IL GOVERNO DELLA CTTA' METROPOLITANA

INSEDIANDOVI UN TAL ALEMANN CHE PORTA SOTTO LA CAMICIA NERA UNA CELATA CROCE CELTICA   

DOPO AVER  MINACCIATO  I ROM LE PIU'  ANTICHE TRIBU'  ABITANTI LA PENISOLA EUROPEA

ORA PASSATI A MINACCIARE LA DISTRUZIONE DEI CENTRI SOCIALI DELLA CITTA'

   TERRITORI OCCUPATI   

DAI NUOVI ABITANTI  VENUSIANI   DELL'EUROPA  POSTARIANA POSTFASCISTA  POSTCELTICA POSTCATTOLICA

Comunicato stampa

 (dei venusiani) 

 Roma 15.05.2008

Un fatto significativo è accaduto quest´oggi, 23 centri sociali di Roma si
sono ritrovati a discutere delle trasformazioni politiche della città, più
in particolare delle dichiarazioni di chi, il nuovo sindaco, intende
chiudere l´esperienza dell´autogestione. Alemanno parla di legalità, mette
al bando i centri sociali illegali, divide tra buoni e cattivi, progetta un
processo di normalizzazione.
I centri sociali, però, nascono nel conflitto, momenti di rottura in grado
di costruire comunità, mutualismo, cooperazione, solidarietà, cultura. Per
questo motivo, con forza e determinazione, la voce di tutti i centri sociali
intervenuti nell´assemblea che si è tenuta quest´oggi a Esc ha chiarito che
non c´è posto per divisioni, non saranno accettate aggressioni repressive.
In questo senso con forza diciamo: "siamo tutti illegali!"
Parlare di centri sociali, inoltre, significa parlare di una fitta rete di
relazioni, di progetti, di campi di intervento: dalla casa alla formazione,
dalla produzione culturale indipendente all´antiproibizionismo. Difenderli,
significa dunque mettere al centro questa ricchezza, una parte di città che
nessuna istituzione può ridurre al silenzio.
Le esperienze di autogestione e di occupazione non staranno nell´angolo, non
aspetteranno di subire colpi, non arretreranno di un passo. Per questo, di
concerto con i movimenti di lotta per la casa, promuovono una grande
manifestazione cittadina per sabato 14 giugno, contro gli sgomberi e per un´
altra idea di città - ostile al clima e alle pratiche sicuritarie, dalla
parte dei diritti -, preparata da una assemblea unitaria prevista per
giovedì 5 giugno.
Infine, nell´ottica di estendere la comunicazione con la città, i centri
sociali promuovono un grande evento per fine giugno dove far convergere
tutte le esperienze artistiche e culturali che nell´autogestione, romana e
non solo, hanno mosso i primi passi e che oggi rappresentano un polo
decisivo della cultura indipendente di questo paese.

Guai a chi ci tocca!

Acrobax, Angelo Mai, Auro e Marco, Brancaleone, Corto Circuito, Decolliamo,
Esc, Forte Prenestino, Horus occupato, Intifada, Kollatino, Lucha y Siesta,
Onda Rossa 32, Rialto, Sans Papiers, Spartaco, Spazio occupato Il comitato
primavalle, Strada, Strike, la Torre , Villaggio Globale, Vittorio occupato,
Zona a rischio



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domenica, 18 maggio 2008

VERONA 17 MAGGIO

di dolore e di  r- esistenza 

al rancore padano leghista, fascista e nazista

e per la  riaffermazione gioiosa

di esistenze in divenire  singolari e comuni

nazipadani_ 

La Lega Nord di Verona diffonde un "macabro" manifesto in cui si  definisce

 i 5 naziskin

"eroi padani",

i 5 naziskin che hanno ucciso a Verona Nicola Tomassoli,  

sono coloro che hanno deciso arbitrariamente come si fa in qualsiasi sistema totalitario che il loro "nemico da uccidere" non fosse quello o quel altro diverso che hanno  eretto a capro espiatorio della loro propaganda,

 ma affidando la scelta al destino e così togliersi anche  la responsabilità politica,

e come in una  roulette russa il   primo estraneo o "foresto" che avrebbero incontrato per la strada;

e quella sera del 1 maggio 2008 a Verona incontrarono il "loro non simile",  Nicola ". 

In 10mila a Verona per Nicola, ucciso dai neonazi

di Marco Filippetti

 Sopra l'articolo una foto con i manifesti sequestrati dalla magistratura veronese e firmati Lega

(i manifesti della Lega sequestrati solidarizzavano con i 5 naziskin veronesi che hanno ucciso Nicola Tomassoli, apostrofandoli come "eroi padani")

Una Verona blindata, plumbea, ha accolto le tante migliaia di giovani arrivati da tutta Italia e in special modo da Roma e dal Centro-Nord, in ricordo di Nicola Tommasoli, il giovane ucciso di botte da cinque neonazisti la notte del primo maggio. Tanti, non tantissimi, ma tanti: 10mila secondo gli organizzatori (oltre tremila per la Questura) hanno sfilato per le strade di Verona fino a piazza delle Erbe, dove la manifestazione si è chiusa con comizi volanti dagli altoparlanti montati su un camioncino.

Il corteo "antifà" (antifascista, come si dice ora) è stato promosso dall'Assemblea cittadina «Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo», che riunisce molti centri sociali e varie sigle della sinistra e vuole essere una risposta politica al pestaggio nazista. E si è chiuso senza oratori ufficiali o palco.

In testa al corteo e a chiudere con gli interventi finali sono stati gli amici del ragazzo ucciso e i giovani del centro sociale Chimica , e altre associazioni e collettivi veronesi.

Dietro lo striscione di che apriva il corteo - con la scritta «Nicola è ognuno di noi»- molti studenti universitari e delle scuole superiori di Verona. Subito dietro una nutrita pattuglia di "No Vat", gay e lesbiche che avevano in programma una manifestazione a Venezia per la giornata mondiale contro l'omofobia e hanno spostato l'appuntamento a Verona legando la questione della discriminazione sessuale a una comune battaglia contro l'intolleranza. Tra loro anche cartelli del movimento "No Dal Molin" contro la realizzazione della nuova base americana di Vicenza e dei "No Tav".

Ancora dietro, a metà corteo, lo spezzone più "duro", quello dei centri sociali - sei pullman soltanto dalla capitale - protetto da un servizio d'ordine suddiviso in cordoni. In coda, sindacati e partiti, con esponenti politici nazionali come Emanuela Palermi del Pdci, Gennaro Migliore di Rifondazione, l'eurodeputato del gruppo Gue Vittorio Agnoletto, il direttore del quotidiano Liberazione Piero Sansonetti.

Non è stata certo una manifestazione allegra, oltretutto il tempo era brutto, con pioggia a tratti. E qualche momento di tensione fin dalla partenza, con dimostranti fermati alla stazione di Bologna e a Brescia per problemi di controllo dei biglietti collettivi. A Verona, la città li ha accolti come città blindata, con agenti in tenuta antisommossa dispiegati sia davanti che dietro, molti negozi chiusi e solo poche bandiere della pace appese ai balconi lungo il percosro della manifestazione.

L'episodio di contestazione più "duro" è avvenuto poco dopo la partenza, quando qualcuno dei ragazzi ha scritto una frase contro il precariato sulla vetrata di un'agenzia interinale chiusa e la polizia è intervenuta con una breve carica, spezzando il corteo. Ma poi la manifestazione è ripartita e si è conclusa senza arresti o incidenti.

«Basta morti per mano fascista, basta violenze, non è bullismo questo e ogni sera a Verona succedono aggressioni, non è un episodio casuale, non è teppismo qualunque», grida al megafono un ragazzo. Altri portano cartelli contro il sindaco Tosi per il quale l'uccisione di Nicola Tommasoli è solo «un episodio che non fa testo, succede una volta su un milione». Lui, nella sua carriera politica con i neonazisti c’è andato a braccetto - è stato ricordato anche negli interventi finali -, e continua a premere sul tasto della sicurezza ma senza darle colore: «Riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza – dicono i manifestanti – ha alimentato una forma di “insicurezza” che legittima la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo – proseguono – poggia sull’odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché – concludono – non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola».

Nicola, si legge del resto nell’appello della manifestazione "antifà", «è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso: migrante, comunista, gay, zingaro, barbone. Solo e “semplicemente” perché estraneo, non familiare, non compatibile».

Negli interventi finali in piazza delle Erbe, la piazza dei giovani, dell'aperitivo, dove -hanno denunciato in molti - si sono verificate tante aggressioni dei naziskin, il senso della manifestazione di sabato è sembrata proprio quella di una riconquista della città a una convivenza più civile, democratica, dove non si debba più rischiare un pestaggio per una sigaretta non data, i capelli un po' più lunghi o un'idea di diverso colore.

testo tratto dall'Unità del 18.5.08. 

A Verona in quella manifestazione di dolore e gioia:

Tra le immagini che conservo della manifestazione di Verona del 17 in memoria viva ed attiva di NICOLA,

 é quella storica sequenza di immagini e parole che Bertolucci ha imortalato con il suo film "Novecento";

 tale immagine o sequenze d'immagini  neorealiste continuavano a scorrere sovrapposte al mio sguardo d'attesa di futuro per tutta la manifestazione;

tante bandiere rosse con tante stelle, martelli  e falci  bianche e gialle che svettavano  sopra le teste dei dimostranti  dentro serrate file militanti marciavano  silenziosi e ripetendo antichi ritornelli  o parole stanche di novecento -uno di essa ripetuta all'infinito :

" il fascismo non passerà";

ciò mi generava un ulteriore sentimento di malinconia  nel mio animo già ferito ed addolorato per la scomparsa di Nicola;

solo qua e là sparsi e soffocati tra serrate file di militanti  "autonomi",

 rari saltellanti   lembi violacei di futuro che facevano emergere testi e corpi e forme di vita in divenire sempre più minacciate assieme agli altri loro  molti nemici  diversi nei vari territori metropolitani dalle  nuove formazioni di  casepound(destre e  forzanoviste) o di casepadane(leghiste); 

da uno dei lembi una scritta che apre una finestra sulla crisi antropologica maschile del XXI Secolo, secolo  che ripropone  antiche discriminazioni "deliranti, patriarcali e maschiliste":

SIAMO QUI PER NICOLA E PER LORENA

  (LORENA è la ragazza quattordicenne stuprata, uccisa e bruciata da coetanei perchè temevano che fosse incinta);

E dallo spazio poco più in là in coda,

le forme variabili di vita di antifa-bo e queer-bo  canti anarchici e libertari 

 ed un lenzuolo rosso di versitudine teso da un punto al'altro della strada

con tre nere ciligie all'angolo  ed alcuni ed alcune che

urlavano felici "il gustlo di maggio della ri-e-voluzione";

poi alla fine incontro un signore-compagno con cappello di paglia ed accento veneto-siciliano che mi porge un testo poetico per Nicola da lui composto:

PER NICOLA

me ne andrò

a spasso

con l'amaro in bocca

e nei passi avrò

un pesante dolore.

Saprò contenere

la morte di un amico,

dove sei muratore

smaltami

l'angoscia trimestrale,

rendimi bello.

In questo tempo

viaggio senza treno.

Rauco cantro della notte

insegnami ad amare

i morti.

/il testo è di un compagno che mi si presenta come LUIGI PEDILARCO/

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lunedì, 12 maggio 2008

Uno dei volti della contemporanea banalità del male che assume il volto oscuro della feroce stupidità di massa


R-Esistenza come riaffermazione attiva di molteplici esistenze singolari e comuni
QUANDO PENSO ALLA r-ESISTENZA
ANCHE IN GIORNI TRISTI COME QUESTI
NON LA PENSO COME REATTIVITA’ RANCOROSA SIMMETRICA SPECUALRE
AI “BRAVI” RAGAZZI
CHE CI HANNO TOLTO CON LA LORO BANALITA’ DI MALE E DI BENE
VITA DELLE VITE
NICOLA
DAX
RENATO
MA
COME RIAFFERMAZIONE ASIMMETRICA
DI VITA E DI UNA VITA ATTIVA E GIOIOSA
PENSO AD UN PROCESSO DECISO E CRITICO DAL BASSO
DI
CHIARA/CON/TESTAZIONE/PASSIONE
E
NON/OSCURAPASSIONE/SENZA/TESTAZIONE
pino de march,attivista poetico

Come singolarità intellettuali di massa
siamo impegnati a riflettere sui mutamenti in corso ma soprattutto a invertire il corso regressivo della storia
come fecero chi ci ha dignitosamente preceduto riaffermando “giustizia, libertà consegnandoci un aperto spazio-tempo da vivere secondo una desiderata, immaginata, progettata e costituente vita attiva.
pino de march
versitudine on line e penombre on street
o
reti di artisti del nordest contro le guerre interne ed esterne
reti artistiche, poetiche e filosofiche di strada


A Nicola Tommasoli

Assassinato la notte del  primo maggio a Verona

da quella “cultura diffusa” ormai in molte città del Nord

che si nutre di quell’inconscietà collettiva

- bianca o verde appartenenza  di “avi-sangue-suolo” -

(nazistoide o fascitoide, cioè nazi e fasci  nei comportamenti, ancor più che nelle convinzioni ideologiche,

che si condensa  in una regressa lingua senza umanità  

“ ama il tuo simile, odia e uccidi il diverso da te”.

 

Nota critica:   

Recenti  ricerche  sui “nuovi processi mentali in rete”

 evidenziano che il diffondersi   nelle reti virtuali

di relazioni privilegiate tra persone simili,

con gli stessi particolari e ristretti   sguardi  sul mondo,

(fenomeno di “homophily” 

– amore per i propri simili o specchi o copie delle proprie idee o forme particolari di vita -

da non confondersi con l'homophilia, che al contrario è un segno di diversità sessuale).

Tali relazioni  privilegiate sono favorite  dal diffondersi della nuova interattività  mediatica delle chats come dei blogs,

la quale  dà la possibilità ad ognuno dei naviganti della rete di scegliersi il proprio interlocutore .
L’homophily  individuata   dalle ricerche di psicologia della comunicazione,  evidenzia  una diffusa “stupidità di massa” , che si manifesta con  l’incapacità a misurarsi e confrontarsi con diverse visioni di mondo, in un contesto come la rete,  ove in realtà è presente una crescente complessità di mondi aperti, critici, conflittuali ed  intelligenti;

le relazioni ricercate ed esasperate  “di piccolo mondo” o di  ricerca del simile, col relativo rifiuto o indifferenza verso ogni diverso culturale  o “grande mondo” sono destinate a produrre in una fascia crescente delle popolazioni giovanili: “ vuoti luoghi comuni” in una regressione senza fine (o involuzione culturale come xenofobia e rifiuti di ogni esterofilia), che investe relativamente ogni campo delle loro manifestazioni.

 pino de march per versitudine on line

 

 Rassegna stampa di un vecchio inizio secolo

 

A Nicola Tommasoli

 

Addio Nicola

per via di quel codino   

sei stato scambiato per uno dei  tanti odiati diversi o pellirossa della tua città

 

a Porta Leona

a due passi dalla casa di Giulietta e Romeo 

La domanda di una sigaretta di quei “Bravi “

ragazzi di provincia di Verona

“dammi una sigaretta?

Non fumo”.

Un pretesto per l’aggressione

 

sei stato sorpreso e  travolto da quell’onda nera

di nazi-fascisti  paSSati  contro diversi futuri 

come Davide “Dax” dell’Orso a Milano il 15 marzo del 2003

da una famiglia neofascista con il cane Rommel  al seguito

come Renato Biagetti dell’Acrobax di Roma sulla spiaggia di Focene

quest’ultima estate dopo una festa reggae

da due giovani,

uno dei quali con la celtica al braccio

 

nel luogo dove sei caduto

una marea di fiori e su uno dei tanti fogli sparsi  

“anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti”

 

Nel luogo dove sei caduto

 

Il tuo skateboard rosso e nero

ed una scritta a pennarello

“Tommo x ever”

 

Una sigaretta spezzata lasciata per ricordare

 

Un pacchetto da 10 di Pall Mall con una sigaretta attaccata

ed una  amara dedica “spero che adesso siate contenti”

 

 

Un cartello di una quinta di Milano in gita scolastica a Verona

“ci sono miliardi di persone al mondo e alcuni di loro vengono conosciuti nei giorni peggiori,

siamo colpiti dalla cattiveria e dalla stupidità dei nostri coetanei”.

 

fra tante parole e versi sparsi sulle ombre di morte del selciato

una inusuale ma gradita dichiarazione di dissociazione:

“ero uno dell’azione nera di Verona.

 Sono colpevole!!

Non cerco giustificazioni

Non le merito.”

 

Mentre Tosi il sindaco

La Lega Nord  e Forza Nuova negano ogni responsabilità politica sull’accaduto

Dimentichi dei  loro quotidiani linguaggi violenti e populisti  

 Del  loro dito puntato costantemente  come fucile contro stranieri e diversi  

capri espiatori

di ogni malessere sociale

sicurezza

disoccupazione

aumento dei prezzi

degrado o povertà

o

dell’acqua sporca lamentata dai lupi a monte dell’Adige

 

 i loro valori

dio-denaro-famiglia 

patria-padania-italia

gusci di cartapesta

scatole vuote

teste rasate

un’unica certezza :

“ama il tuo simile, odia il diverso”

 

 Un cuore di tenebra:

“ho il cuore nero  e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero.”

Continuano a cantare invasati i NaziRock

Campi verdi bruciati

Papaveri rossi

dolore a nordest  

 

nella mia città-mondo

 

i poeti urlano:

“nessuno è straniero!”

 

 E i magistrati sentenziano:

i reati sono sempre individuali,

non etnici

non albanesi, non rumeni, non senegalesi, non cingalesi, non marocchini, non cinesi, non meridionali ………

 

testo a Nicola Tommasoli di pino de march – versitudine

 

 

Sabato 17 Maggio 2008

MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione
Verona Porta Nuova ore 15.00


Nicola è ognuno di noi

Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare una
città che troppe volte ha girato la testa. Non deve farlo questa volta.
Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva
anche questa storia.

per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi, libera
dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città è crescere.
Liberi.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una
giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.

Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

 

le molte associazioni antifasciste che hanno aderito alla manifestazione  

 

 

 

 

 

 

 

 

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categoria:stupidità di massa, della banalità del male
lunedì, 05 maggio 2008

LA REVOLUTION PASSERA PER LA VELO CAMARADE

JULIOS BEASUCARNE

 

LA RIVOLUZIONE  arriverà o pedalerà con LA  COMPAGNA  BICICLETTA

 

 

ODE  AL MOTO PERPETUO

DA CD RESISTENZA E AMORE DI ALESSIO LEGA

 

Io canto l’equilibrio del moto perpetuo

Io canto la vita che si muove silente

Io sussurro nell’aria in cui circolo e nuoto

Io m’avvito per strade, seguo tutta la gente

 

E fra tutta la gente porto il genio fecondo

Dell’ingegneria che sconfigge la fretta

Lode eterna, signori, per la mia bicicletta

 

Lode eterna al pedale, al manubrio, alla ruota

Al fanale dietro, al dinamo avanti

Al campanellino, alla sua unica nota

Alla voce argentina che vi squilla l’attenti

 

State attenti che questo è il vero progresso

Ed è il nesso che lega una tecnologia

Che senza ridurre il mondo ad un cesso

Ti moltiplica la tua stessa energia

 

“la rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta”

Suola e pedale

Questo è il vero ideale

Senza fretta – compagno – boicotta il motore

Senza fare rumore

Calpesta il potere

Occhio al ginocchio

E’ lo stinco che stendo

La rivoluzione sta già pedalando!

 

Il vibrante mormorio della ruota dentata

Dente a dente si insinua, dente a dente incatena

La catena trattine l’energia liberata

E la libra veloce, precisa e serena

 

E la bicicletta – metaforicamente –

Simboleggia una vita che non sia  foglia al vento

Ma passione e pensiero, sia corpo e sia mente

In cui si resta in piedi finché c’è movimento

 

 

 

 

 

 

Circolare a tutti i movimentisti

Lettera aperta a chi vive lottando:

Ciclicamente, internazionalisti

Unitevi in ogni parte del mondo!

 

 

Non avete che dea perdere le vostre catene

Ma da stenderle tra le due ruote in tensione

Arrivarci a pedali alla rivoluzione!

 

“La rivoluzione – compagni – arriverà bicicletta!”

La salita ora è pesa

Verrà la discesa!

Senza fretta – compagno – boicotta il motore

Senza fare rumore

Calpesta il potere

Occhio al ginocchio

E’ lo stinco che stendo

La rivoluzione sta già pedalando!

 

Testo tratto da:  www.nota.it

 

A TRIESTE

MERCOLEDI’  14  MAGGIO 2008

UNIVERSITA-SCUOLE DI LINGUE

 

RESISTENZA E AMORE

CONCERTO DI ALESSIO LEGA 

 

PENOMBRE.SPLINDER.COM

VERSITUDINE.SPLINDER.COM

CONSIGLIA DI ANDARCI IN BICICLETTA O BICICLETTA + TRENO

 

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mercoledì, 30 aprile 2008
 

AI MAESTRI ALLE MAESTRE DI RESISTENZA

Conobbe pioggia

piombo

sangue

la vostra primavera

esplodeva finalmente

fiore nato

sotto la neve di un lungo inverno.

Di notte esco

per cercarvi

dietro gli angoli segreti dei vicoli screpolati

negli incroci dei percorsi mai battuti.

Nella luce artificiale

del cieco fracasso

il suolo è bugiardo

per le tracce rifiutate.

All'orizzonte vermiglio

paradigma equinoziale

nascosto nelle crepe dei giorni

sciacquati dal tempo

i vostri passi

si fanno ancora presenti

e mi ritrovano qui

non ancora sbocciato.

testo poetico di riccardo iezzi -resistent mass

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giovedì, 24 aprile 2008

alle compagne biciclette e  alle compagna gappiste messaggere di giustizia e libertà 

"io, la mia pistola e la mia bicicletta. Silenziosa e pulita, modesta e sempre pronta, anche la due ruote è stata, nel suo piccolo, una vera protagonista nei 600 giorni di passione della Resistenza.
- stavo andando